Vetrate Sabbiate: un pò di storia
| Abbiamo scelto di dedicare un capitolo autonomo alle vetrate artistiche,attività essenziale di Futuro Anteriore, suddividendolo secondo le differenti tecniche. |
VETRATE SABBIATEAvendo già parlato delle origini del vetro nella sezione omonima, approfondiremo solo alcuni aspetti riguardanti la sua composizione e le diverse tipologie. Il vetro è un materiale costituito essenzialmente da silicati e si presenta come una massa amorfa trasparente ed impermeabile. Infatti, sotto il profilo fisico,il vetro viene considerato un liquido ad altissima viscosità:per rendere immutabile la sua struttura, vengono aggiunti alla sabbia silicea altri elementi che ne facilitano la fusione (fondenti) e ne stabilizzano le molecole (stabilizzanti). Sottoposto ad un aumento costante della temperatura il vetro cambia stato, rendendo possibili le varie tecniche di lavorazione. Tra i 500-550 °C. la massa subisce un rammollimento: a questa temperatura si possono produrre i decori con l’uso di smalti e grisaglie. Superati i 600 °C. il vetro diventa luminoso, color miele con riflessi in superficie e gli spigoli più sottili cominciano ad arrotondarsi. Verso i 700 °C. si possono eseguire le curvature:a questa temperatura, se due vetri si toccano, rimangono uniti. Tra i 700 - 860 °C, il vetro emana una luce rossa, raggiunge uno stato pastoso, la massa si dilata ed è in costante movimento: è la cosiddetta“zona di termofusione”. La superficie comincia a fondersi e inizia la devetrificazione, (opacizzazione causata dalla cristallizzazione delle molecole a contatto con l’ossigeno) alla quale si ovvia usando degli over-glasses, sostanze a base di piombo o di sodio che vengono stese o spruzzate sulle superfici. L’impasto assume la forma dello stampo su cui viene posto dando vita al termoformato, che può essere a lastre, a tasselli o in volume a seconda del tipo di supporto impiegato. Da 760- 820 °C. la massa passa ad una colorazione giallo-arancio, molto luminosa: il vetro cerca lo spessore ideale seguendo l’effetto della tensione superficiale. Tra 850-1000 °C. la colorazione arancio tende al giallo e il vetro si trasforma da semi pastoso a liquido: è il momento in cui si ottiene la pasta vitrea. Da 1100 -1250 °C avviene la fusione di tutti gli elementi: il colore è giallo acceso ed è a questa temperatura che si procede alla soffiatura del vetro . Tra 1250- 1350 °C, raggiunge un colore quasi bianco e diventa fluido: è il momento del “Casting” in cui si può soffiare a cannello, si lavorano i neon, si incide a cammeo sommerso e di procede alla lavorazione alla pinza. Tra 1350- 1600 °C. la massa completamente fluida si presta a colatura, pressatura, tiratura e laminazione delle lastre, a seconda delle esigenze. Una volta “formato” il vetro, è necessario procedere alla sua “ricottura” per eliminarne le tensioni interne, in modo che le molecole si riassestino sullo stesso verso. Effettuata la ricottura, viene lasciato raffreddare lentamente,sino a temperatura ambiente. Il vetro possiede una considerevole resistenza meccanica,risulta un buon isolante elettrico ed è refrattario agli agenti chimici, eccezion fatta per l'acido fluoridrico e gli alcali concentrati.
Nella creazione delle vetrate artistiche si può scegliere tra una vasta gamma di lastre policrome. La cromia si ottiene aggiungendo alla miscela elementi coloranti, decoloranti,opacizzanti o altri componenti a seconda della tipologia che si intende produrre. Vetro Cattedrale.Probabilmente è il più diffuso:si presenta con una superficie a celle, trasparente, con colorazione omogenea, ma dalle tonalità non vivide, ad esclusione di rosso rubino, verde scuro e blu cobalto.
Vetro Antico.Si contraddistingue per l’inclusione di bolle e striature: la superficie appare liscia e relativamente uniforme. Viene commercializzato in lastre di piccola pezzatura e in una ristretta gamma di colori.
Vetro Nuovo Antico.Ottenuto industrialmente in lastre di grande ampiezza, presenta in superficie una serie di piccoli solchi che spesso si sovrappongono creando degli incroci. Se sono orientati nello stesso verso è denominato “Tirato” per via del processo cui è sottoposto. Assolutamente trasparente è prodotto in una vasta gamma di toni per ciascun colore, passando dalle tonalità più accese alle sfumature più tenui.
Vetro Opalescente.Ha una scarsa trasparenza, dovuta al tipo di impasto e presenta dei rilievi in superficie. Le varianti cromatiche sono molteplici poiché spesso si mescolano tra loro due o più colori amalgamati in modo disomogeneo. Non esistono due lastre eguali tra loro,date le infinite combinazioni di venature e tonalità.
Vetro Colorescente.Può essere considerato una variante del precedente: l’unica differenza lo sfondo,che in questo caso è trasparente.
Vetro Iridescente.Caratterizzato da sfumature madreperlacee iridescenti appartiene alla categoria dei due precedenti.
Vetro Barocco.Presenta in superficie grandi striature colorate ad effetto ondulatorio, in rilievo,molto spesso con colorazioni contrastanti.
Water Glass.Così chiamato perché in superficie richiama l’effetto dell’acqua, è commercializzato in una nutrita gamma di colori.
FloatGlass.Alla fine degli anni 50 il processo Pilkington sostituì i precedenti metodi di tiratura e lucidatura del vetro. La pasta vitrea fuoriesce dal crogiuolo ad una temperatura di 1100 °C ed assume la forma piana scorrendo su una base di stagno fuso dello spessore di 7 cm. all’interno di un forno a tunnel,in atmosfera condizionata. La gravità appiattisce la superficie superiore dell’amalgama semifusa, mentre il letto di stagno leviga quella inferiore. A seconda della velocità di scorrimento,lo spessore del vetro varia dai 19 ai 3 mm. Il float può essere in seguito curvato, temperato, stratificato o usato in vetro-camera. Ed è su questo supporto, oltre che sugli specchi, che il nostro laboratorio realizza i decori sabbiati. Il procedimento della sabbiatura fu ideato da B.Tilghmann di Filadelphia,nel 1870. Inizialmente la si impiegò solo a livello industriale. Solo in seguito alcuni artisti cominciarono ad interessarsi all’innovazione e fu principalmente Lalique ad impiegarla per realizzare le sue splendide ampolle per profumi. Per sabbiare un vetro non necessariamente si adopera la sabbia. E' largamente usato l’ossido di alluminio o la polvere di corindone sintetico ( rubini e zaffiri, penultimi nella scala di durezza dei minerali di Mohs). La sabbiatura può essere eseguita su una superficie trasparente, satinata o su uno specchio. E’ necessario “mascherare”il vetro con una pellicola adesiva gommosa, capace di resistere al processo abrasivo, in modo da proteggere tutte le parti che non si intendano sabbiare. In seguito si traccia il disegno e si asporta la pellicola laddove necessario intervenire. La profondità della sabbiatura corrisponde al maggior tempo durante il quale il vetro viene sottoposto al procedimento abrasivo del getto che fuoriesce con una notevole pressione. Si possono realizzare decorazioni attraverso una doppia sabbiatura che fa assumere al vetro un diverso grado di opacità.(gioco di piani) In questo caso la pellicola protettiva verrà asportata in tempi successivi. Se la sabbiatura funge da base al decoro, ed è quindi molto estesa, è indispensabile sottoporre il vetro al trattamento anti-impronta, tramite un acido che ne rende impermeabile la superficie.
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