Per prima cosa dovevamo tracciare sulle plotte del pavimento e sui soffitti l’andamento che avrebbero avuto le pareti in vetro, delineare gli spazi, le curve, stabilire gli ingressi e al contempo produrre i profili in barre da 3 metri, in sei formati diversi, e poi posarli tagliandoli in loco in modo da seguire perfettamente i tracciati e gli andamenti delle opere esistenti.
Man mano si poteva procedere col rilievo misure delle lastre per ottenere pareti continue, accostandole tra loro tramite un velcro, senza generare alcuna fessura. E successivamente trasportare i vetri in cantiere, movimentarli ai piani con le gru: si doveva impiegare manodopera abile e competente perché il materiale, quantunque stratificato, era pur sempre frangibile. Bisognava realizzare le porte in legno con pannelli interni insonorizzati e gli stipiti in acciaio che sebbene particolarmente sottili consentissero l’inserimento delle elettroserrature e la saldatura delle cerniere poste solo a soffitto e pavimento; dovevamo progettare i totem in acciaio per innestare gli interruttori, i sensori, le prese di corrente, produrre le porte in vetro per l’auditorium e i locali non adibiti ad ufficio, collocare i battiscopa in alluminio su tutti i perimetri interni del fabbricato… e il tempo era poco, le scadenze vicine…
L’installazione dei manufatti è durata da agosto a febbraio, sette mesi durante i quali l’opera è stata incessante e febbrile ma anche appassionata e densa di soddisfazioni:come una creatura in embrione acquisiva fisionomia mano mano che si procedeva con la definizione dei particolari. Abbiamo conseguito elogi da più parti, ma la soddisfazione più intima è stata la verifica delle nostre potenzialità.
Un doveroso ringraziamento alla Nice che ha creduto in noi e ci ha permesso di collaborare alla realizzazione di quella che è stata eletta nel 2007 dall’Associazione degli Architetti “L’Architettura dell’anno”.
Un vivo riconoscimento all’amico arch. Marco Carraro che ci ha coadiuvato nell’elaborazione tecnico-costruttiva dei molteplici particolari realizzati.
Un particolare encomio al nostro capocantiere sig. Moreno Guerra per il supporto che ci ha dato con la Nice SpA e che continua a fornirci quotidianamente.
E infine un grazie di cuore all’architetto Carlo Dal Bò, autorevole professionista ma soprattutto Uomo di rara sensibilità e cultura che, in seguito ai mesi di stretta collaborazione, abbiamo il privilegio di reputare amico.